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Una Tapa ed un Pincho sono la stessa cosa?

 Tapas e Pinchos

Da molto tempo esiste un dibattito aperto nel mondo gastronomico attorno a due figure del tapeo spagnolo: la Tapa ed il Pincho.

Perchè non è lo stesso una Tapa che un Pincho.

Chi può ponere fine a questo dibattito? E' la Reale Accademia Nazionale di Gastronomia quella che ha il potere per sentenziare una volta per tutte la definizione tra Tapa e Pincho. Ed aveva deciso di farlo durante il IV Campionato di Pinchos e Tapas di Oviedo che si è tenuto nel maggio 2009.

Ebbene, alla fine, la Real Academia de Gastronomía non si è pronunciata.

Per sapere quindi la differenza tra Tapa e Pincho ci rimane solo far fede ad un'altra accademia, questa volta quella della Real Academia Española de la Lengua (RAE).

Essa che definisce Tapa come una piccola porzione di cibo che si serve come accompagnamento di una bevanda, per poterla consumare occorre utilizzare una posata e suole essere più piccola rispetto ai piatti principali.

Tapas

Il Pincho, più comune nel Paese Vasco, viene definito come una porzione di cibo consumata come aperitivo, che a volte viene servito con uno stecchino che unisce tutti gli ingredienti. È di dimensioni più piccole rispetto alla Tapa e con meno ingredienti.

Pinchos

La differenza, come potete notare, è minima. Tapas o Pinchos l'importante è che siano buenos.

Quindi...

¡ Vamos a Tapear ¡

o...

 ¡ a Pinchear !

Nuovo regolamento per i jamon Iberici

Nuovo regolamento per i jamon Iberici

Nuova regolamentazione per i Jamon Iberici di BellotaNon è un regolamento poi così "nuovo", anche perchè è in vigore dal 2014. Stiamo parlando del Decreto Reale che stabilisce la norma di qualità per la carne, il prosciutto e la lonza iberica, che rende più trasparente l’informazione al consumatore finale, definendo la qualità del prodotto.

Stabilisce quindi un maggior rigore e controllo nei processi e l’affidabilità nell’assegnare le denominazioni ad ogni prodotto.

Questa regolamentazione ha lo scopo di eliminare la sovrapproduzione, l’assenza di controlli, i prezzi inferiori a quelli del prosciutto crudo e soprattutto la frode.

Vengono semplificate le denominazioni di vendita che ora sono 3: di bellota, di mangime di campagna e di mangime.

 

L’etichetta

L'etichetta stabilisce l'obbligo di indicare la percentuale di razza iberica, includendo il riferimento "100% iberico" per gli animali puri e, negli altri casi, sarà mostrata la percentuale di purezza nell’etichetta come menzione obbligatoria. In questo modo il marchio “Patanegra” si potrà utilizzare solo per i prodotti di bellota 100% iberici.

Ogni denominazione (valido solo per i prosciutti iberici) avrà un colore diverso:

- Nero: per i maiali di bellota 100% (unici al mondo: sono i figli di genitori iberici puri, cresciuti in libertà nei campi e sono stati alimentati con mangime naturale e ghiande)

- Rosso: per i maiali di bellota iberici (i genitori sono un incrocio tra iberici di razza Duroc, anche loro sono stati cresciuti in libertà ed alimentati con mangime naturale e ghiande)

- Verde: per quelli di mangime di campagna iberico (alimentati con mangime naturale e raccolto naturalmente)

- Bianco: per quelli di mangime iberico (alimentati con cereali e legumi in delle fattorie)

Etichette nuova regolamentazione Jamones di Bellota

Con questa nuova regolamentazione il consumatore potrà, in tutta semplicità, distinguere tra un vero prosciutto iberico di bellota dal resto delle frodi che si vendono continuamente come i iberici o di bellota ma non lo sono.

Ricordiamoci che un vero prosciutto iberico di bellota diffonde un aroma incomparabile e si scioglie in bocca quando entra a contatto con la saliva, questo è il suo marchio d’identità.

Come abbinare un Vino Spagnolo alla Pizza?

Non sapete come abbinare un Vino Spagnolo‬ ad una Pizza?

Abbinamento Vino spagnolo - Pizza

Regole per "mangiare dalla Paella"

Se mangi dalla Paella, devi sapere: Comiendo Paella

  1. La paella è come una scatola di cioccolatini;
  2. I giocatori sono distribuiti attorno alla paella di forma equidistante;
  3. A ciascun giocatore gli corrisponde solo il cioccolatino che ha di fronte al suo naso;
  4. La posata ufficiale del gioco è il cucchiaio, di metallo o legno;
  5. Se il giocatore spreme limone nella sua area, dovrà avere l'autorizzazione verbale dei suoi vicini, anche se avrà cura di non schizzare;
  6. Il gioco inizia quando il maschio dominante della mandria dice  "Vinga que es gela l'arròs!" ("Andiamo, che si raffredda il riso");
  7. Se la paella è buona, l'elogio al cuoco si farà di forma intermittente ogni due cucchiai durante tutto il pasto;
  8. I pezzi di carne o pesce che sono in ogni settore sono di proprietà del giocatore titolare di questo spazio. Se qualche elemento integrato nella sua zona non è di gradimento del giocatore lo depositerà delicatamente nel centro della paella in modo che ne possano usufruire altri giocatori;
  9. I pezzi di carne quando escono dalla paella non possono tornare, ne in carne, ne in ossa;
  10. Se qualcuno invade lo spazio dell'altro giocatore senza permesso, sarà ammonito, alla seconda udirà che "eres un poc fill de puta"  ("Sei un po' insolente") e dovrà pagare i carajillos.
  11. Si intende che un giocatore abbandona, quando appoggia il cucchiaio nel bordo della padella e dice "Estic fart, ja no puc més!" ("Sono sfinito, non ne posso più"). In questo momento la sua zona rimane franca e può essere occupata.
  12. Resta tassativamente proibito ruotare la paella per accedere ad un altro punto dove rimane ancora riso;
  13. Se la paella "balla" qualcuno dovrà prendere delle assi per stabilizzarla. Il/i giocatore/i che si occupando di questa operazione riceveranno elogi dal resto, che si adopereranno a fondo per mantenere sempre pieno il calice di vino del faticato "stabilizzatore" durante tutto il pasto;
  14. Quando si tocca il metallo con il cucchiaio, nelle regole di gioco, i valenziani si affrontanto al "Socarrat", è un momento glorioso dove il nervosismo inizia a manifestarsi. La frenesia è tale che quello sembrerà una trivella petrolifera. Quelli che non partecipano nel festino devono rilassarsi e attendere il dolce.
  15. La partita termina quando i giocatori si ritirano o già non rimane nulla nella padella, segnale indiscutibile che la paella era buona o si aveva molta fame.
Agua de Valencia

Agua de Valencia

Oggi parleremo de L'Agua de Valencia

Tutti conosciamo la sangria ma quasi nessuno ha mai sentito parlare, almeno che non sia stato nella zona di Valencia, di questa squisita bibita.

Di che cosa si tratta? L'Agua de Valencia è nata, come la maggior parte delle cose, per casualità.

...Correva l'anno 1959. Due abituali clienti originari dei Paesi Vaschi, ogni qual volta si trovavano a passare per Valencia, si recavano sempre al Caffè Madrid e ordinavano sempre al signor Constante Gil, il proprietario, il miglior Cava.

Una di queste volte, domandarono al signor Gil di sorprenderli con qualcosa di nuovo. Così, per mano del Sig. Gil, nacque l'Agua de Valencia.

Seguite questi semplici passi per gustare anche voi questo meraviglioso e dissetante cocktail...

Ingredienti:

  • 1/2 l di spremuta di arancia
  • 1/2 litro di Cava semisecco
  • 6 cl di licor 43
  • 6 cl di Gin
  • Zucchero q.b.
  • Arance

 

Procedimento:

In una caraffa da litro e mezzo versiamo il mezzo litro di spremuta di arancia appena spremuto. Successivamente aggiungiamo i 6 cl di Licor 43 e gli altri 6 cl di Gin (se la qualità è buona, migliore sarà l’Agua de Valencia).

 

Proseguiamo con tre cucchiai di zucchero (la quantità dipende dalla dolcezza che vogliamo dare alla preparazione). E per ultimo, dopo aver disciolto lo zucchero, aggiungiamo il mezzo litro di Cava. Finiamo mescolando con un cucchiaio di legno lentamente per non far perdere le bollicine.

 

Terminiamo riempiendo di ghiaccio la caraffa e aggiungendo qualche rondella di arancia.

 

¡Salud!

 

 

Settimana Santa ...Tutta spagnola!

Tamborada

È arrivata la primavera, e con questa la Spagna si accende del fervore e della spiritualità della Settimana Santa. Questa festa tradizionale, che commemora la morte di Cristo, riempie le tavole di squisiti manicaretti. Avrete quindi l’opportunità di scoprire una Pasqua unica, quella gastronomica ed anche quella che mostra le tradizioni e cultura spagnola.

La gastronomia rappresenta una parte importante della  nostra cultura. Le pietanze e i piatti tipici sono un altro modo per condividere celebrazioni, feste e incontri. A Pasqua i dolci sapori offerti dalla pasticceria tradizionale diventano un’esperienza per il palato da non perdere. Si tratta di ricette artigianali, molto tradizionali e semplici da preparare, che potrete assaporare durante la Settimana Santa in ogni angolo della Spagna.

Il dolce per eccellenza della Settimana Santa in tutta Spagna sono le torrijas elaborate con pane, latte, uova e zucchero con cannella. 

 

Monas de Pascua

Le monas de Pascua sono un altro dolce classico, tipico soprattutto della Comunità Valenciana e di Catalogna anche se di diversa preparazione tra le due regioni.

 

Quelle della Comunità Valenciana sono preparate soprattutto nelle panetterie e pasticcerie con un impasto speciale e realizzate in simpatiche forme di animali e con al centro un uovo sodo, anche se attualmente per i più piccoli le si possono trovare anche con uova di cioccolato.

 

In Catalogna, invece, si tratta di figure di cioccolato che di solito contengono una sorpresa all’interno.

 È tradizione regalarle proprio ai più piccoli il lunedì dell’Angelo.

 

Altrettanto attraenti sono le flores de Semana Santa, tipiche di Castiglia La Mancia, dalla forma molto particolare: sono grandi e delicate, dolci e croccanti. E se vi trovate in Castiglia e Leon, la domenica scoprirete una saporita abitudine: l'hornazo. Si tratta di una pasta di pane con sopra uova, pancetta o jamòn, ma ne esiste anche una versione dolce a base di mandorle, zucchero, anice e uova.

 

bartolillos di Madrid, le rosquillas de Semana Santa, la leche frita, i pestiños e i buñuelos sono altre delizie da assaporare in questo periodo. A Pasqua le famiglie, le pasticcerie e i ristoranti spagnoli recuperano antiche ricette e preparazioni per sfornare dolci appetitosi ed attraenti.

 

Tutta la Spagna festeggia la Settimana Santa, una festa che in ogni zona e in ogni angolo del paese assume caratteristiche proprie. È poi una festività che, oltre ad essere radicata nell’immaginario popolare da secoli, è anche strettamente vincolata all’arte.

Flor

La festa della Semana Santa più conosciuta all’estero è quella di Siviglia, ma le alternative sono numerosissime in tutta la penisola. Ad esempio: la sobrietà e l’austerità della Pasqua in Castiglia e León le troviamo nelle processioni di León, Zamora, Salamanca e Valladolid, dove il silenzio è interrotto solo dal suono delle trombe e dei tamburi al passaggio di immagini sacre.

Ad Hellin, nella provincia di Albacete, il momento più sentito della Settimana Santa è la Tamborada, quando il suono di 20.000 tamburi pervade le strade del posto. 

La Rompida de la hora

Da citare anche la Ruta del tambor y el bombo del Bajo Aragón, del quale formano parte nove paesini:Albalate del Arzobispo, Alcañíz, Alcorisa, Andorra, Calanda, Híjar, La Puebla de Híjar, Samper de Calanda e Urrea de Gaén, dove si celebra la rompida de la hora la quale ha inizio a mezzanotte del giovedì santo e vede partecipare diverse “cofradias” che suonano ininterrottamente il tamburo sino al sabato santo.

Vivete momenti di grande intensità a Cartagena, con il canto di migliaia di persone in onore alla Madonna alla fine di ogni processione.

La Pasqua di Lorca è particolarmente originale perché sfilano personaggi e per le vie della città si improvvisano rappresentazioni di scene bibliche e di antiche civiltà.

Vibrate con i clarinetti che accompagnano le sculture per le strade di Cuenca, ammirate il colore e l’allegria di migliaia di foglie di palma agitate in corteo a Elche. Troverete anche riti ancestrali come I picaos di San Vicente de la Sonsierra nella regione di La Rioja e gli empalaos a Valverde de la Vera nella regione di Estremadura.

 

Nel  prossimo blog, come diciamo in spagnolo 2$cambiamos de tercio” e sarà più festero, vi parlerò della Feria de Abril di Siviglia

Los Amantes de Teruel

Los amantes de Teruel

Per quelli che desiderano fare un salto in Spagna in questo periodo, specialmente per il fine settimana di San Valentino (dal 20 al 23 febbraio 2014), vi consigliamo di visitare la città di Teruel (Aragona).

Per questa occasione, come ogni anno, tutta la città ritorna al medioevo dove tutti gli abitanti rievocano la storia degli "Amantes de Teruel", Isabel de Segura e Juan Martinez de Marcilla.

Migliaia di Turolenses rievocano ogni anno in questi giorni, l'ambiente medievale della città nel secolo XIII, con la loro partecipazione nelle diverse manifestazioni che hanno luogo per le strade di Teruel: mercato medievale, teatro, musica, balli, ... Specialmente la storia degli "Amanti di Teruel", svolta in tutta la città durante tutti i giorni della celebrazione

Scoprirete anche una città unica per la sua architettura e con una ricca cultura gastronomica, dove il re è il "jamòn Serrano de Teruel.

E, per farvi venire l'acquolina in bocca, vi proponiamo il video ufficiale della festa 2013:

 

 

Se vi piaciono i dinosauri o andate con bimbi, nelle vicinanze si trova "Dinopolis" il parco tematico sulla storia di questi antichi animali.

Mentre per gli amanti dello sci, a pochi passi da Teruel c'è la stazione sciistica di Javalambre.

E, se vi rimane ancora del tempo, non mancate di visitare Albarracin, città Patrimonio dell'Umanità.

 

Maggiori informazioni:

Fundacion Bodas de Isabel de Segura

Ufficio del turismo di Teruel

Immagini della festa de "los amantes de Teruel"

Immagini di Teruel

Stazione sciistica di Javalambre

Dinopolis

Jamòn Serrano e Jamòn Pata Negra Iberico Bellota

Ghiande di BellotaCon questo articolo vogliamo farvi conoscere quali sono le differenze tra il Jamòn Serrano ed il Jamòn Ibèrico, conosciuto anche come Jamòn de Bellota Pata Negra.

Esiste una grande varietà di “Jamón” (prosciutto) e molto  abitualmente si creano confusioni quando dobbiamo differenziarli gli uni dagli altri.

La maggior parte di noi abbiamo assaggiato tantissime volte il Jamon. Ma davvero sappiamo cosa abbiamo mangiato? È per questo che dobbiamo conoscere o saper riconoscere cosa sono il Jamòn Serrano ed il Jamòn Ibèrico.

La prima cosa che dobbiamo capire è il tipo di maiale dal quale si ottengono i pezzi:

  • Il maiale bianco, da cui si produce il Jamòn Serrano
  • Il maiale Ibèrico o di Pata Negra, di un colore più scuro e dal quale si ottiene il famoso e riconosciuto Jamòn Ibèrico.

Maiale Serrano

Il primo, si può sottoporre a fasi più o meno lunghe di stagionatura, le quali determineranno la qualità finale del prodotto. Mentre per il Jamòn Ibèrico, la cosa più importante è la forma ed il tipo di alimentazione dell'animale.

Il Pata Negra o Jamòn Ibèrico ha tre varietà, secondo il tipo di alimentazione e allevamento che sono determinanti per la qualità ed il prezzo finale del prodotto.

Altro punto importante è saper riconoscere se si tratta veramente di un jamon oppure di una paleta o paletilla.

Il Jamon si elabora a partire dalle zampe posteriori del maiale ed è il più costoso, mentre la paleta o paletilla si elabora partendo dalle zampe anteriori, ed è molto meno costosa e meno grande del primo.

Ora che abbiamo compreso la principale differenza tra i due tipi di Jamon, approfondiremo meglio il tema.

Ci sono tre aspetti  chiave che determinano la qualità del Jamòn ed anche il prezzo finale, sia del Serrano che dell'Ibèrico:

1) La genetica de l'animale:Maiale di Bellota

La denominazione Jamòn Serrano è riconosciuta dall'Unione Europea e non limita l'uso di alcuna razza di maiale in particolare, invece per il Jamòn Ibèrico si deve distinguere tra 100% Ibèrico o semplicemente Ibèrico, nel quale si permette l'incrocio al 50% con altre razze di maiale.

2) Il tempo di stagionatura del prodotto:

Sulla parte esterna del prosciutto appare segnato a fuoco o con inchiostro un numero che indica la settimana e l'anno d'inizio della stagionatura (curaciòn). Questo è un fattore determinante soprattutto per il Jamòn Serrano, il quale determinerà la categoria di quest'ultimo:

-       De Bodega: 9 mesi

-       De Reserva: 12 mesi

-       De Gran Reserva: 15 mesi

Anche per le diverse  tipologie di Jamòn Ibèrico il periodo è importante e viene classificato secondo le seguenti categorie:

-       De CeboRecebo: 20-24 mesi

-       De Bellota: 30-36 mesi

Un periodo così lungo di stagionatura è essenziale perchè:

- il Jamòn Serrano ottenga il suo caratteristico sapore ed aroma d’invecchiamento

- gli Iberici di Cebo e Recebo  ottengano una sfumatura meno rancida e più stagionata (curada)

- l'Ibèrico di Bellota prenda le sfumature tostate, maltate e aromi di frutti secchi come la nocciola.

 

3) L'alimentazione che riceve il maiale durante gli ultimi 60 giorni di vita:

L’alimentazione che ha ricevuto l’animale, soprattutto negli ultimi 60 giorni di vita,  determina le tipologie e categorie di Jamòn Ibèrico:

-       De Cebo: l'animale è stato alimentato unicamente con mangimi e si trova chiuso nella fattoria.

-       De Recebo: l'animale è stato alimentato con mangimi e ghiande e può avere un posto dove muoversi, all'interno sempre della fattoria.

-       Jamòn de Bellota:  è quello di maggior qualità. Gli animali sono cresciuti e vissuti liberi nei campi chiamati “Dehesas” dove si sono alimentati di ghiande ed erba.

 

Altra cosa che  dobbiamo  osservare del Jamón, per saperli differenziare bene, è la faccia esterna del prosciutto, esattamente il grasso che ricopre la superficie del prosciutto stesso. Sul Jamón Serrano il grasso è duro e consistente, mentre nel Jamòn Ibèrico (di Bellota o di Cebo) è più morbido e fluido, gocciola ed è frequente apporvi i chiamati “llorones” in modo da contenere questo grasso.

Questa fluidità caratteristica del grasso è particolarmente rilevante per la qualità dei prosciutti Iberici.

In tutta la zona nord ovest della Spagna si producono altri Jamón Serrano, ma questi, prima di effettuare la stagionatura sono fatti affumicare. L'affumicatura è una risorsa che si usa nelle zone climatiche più umide, nelle quali non si possono lasciar essiccare solamente all'aria ne i prosciutti ne i salumi.

Questo metodo di affumicatura si usa soprattutto nella regione di Castilla e Leon, dove l'inverno risulta umido.

Torta di Moscatel

Torta di Moscatel

Molti pensano che il Moscatel o Mistela si beva solamente dopo i pasti, ma non è vero! Ora vi darò alcuni consigli e vi suggerirò una ricetta per preparare un dolce.

Il moscatel è un vino dolce e può essere bianco o rosso. La sua gradazione alcolica non suol essere molto alta, e normalmente, si degusta dopo i pasti anche se si può prendere come aperitivo accompagnando delle bruschette di paté o foie.

In alcuni ristoranti rinomati della costa levantina (Comunitá Valenciana), consigliano di prenderlo da solo come aperitivo.

Questa torta di Moscatel che vi consiglio, ha come ingrediente principale appunto il Moscatel. Non vi dovete preocupare perchè la posono mangiare tutti, bimbi compresi, anche perchè il moscatel è leggero e conferisce un sapore fruttatto al dolce.

La torta non diventerà molto umida, anche perchè non ha troppo olio, ed è perfetta insieme ad un bicchiere di latte o di moscatel; e se fossimo a Valencia, la cosa perfetta sarebbe prenderla con un bel bicchiere di horchata!

La ricetta è la seguente:

Ingredienti:

- 200 ml di moscatel o mistela
- 200 gr. di farina
- 3 uova
- 100 gr. di zucchero
- 40 ml. di olio (può essere olio di oliva leggero o di semi di girasole, NON extravergine di oliva perchè è troppo forte)
- Due cucchiaini da cafe di lievito in polverel
- Buccia grattuggiata di un'arancia

Procedimento:

- Mescolare le uova con lo zucchero, preferibilmente con lo sbattitore elettrico fino a che il composto radoppi di volume.

- Aggiungere l'olio ed il moscatel.

- Versare la farina insime al lievito e la bucia dell'arancia. Mescolare piano piano e versare su uno stampo unto.

- Spolverare in cima con un pò di zucchero e infornare a 175ºC  per 30-35 minuti.

Jamon: Vi presentiamo il Prosciutto spagnolo

Jamon - Tapas

Sono secoli di una lunga tradizione intorno al mondo del Jamon tanto Serrano quanto Iberico (conosciuto anche come Patanegra o Pata Negra) che è probabilmante il prodotto spagnolo con più fama a livello internazionale ed uno dei prodotti più legati alla terra. Già prima dall'epoca Romana, il maiale è stato sempre un pilastro della cucina più popolare e fù la necessità di conservare la carne per mezzo del sale, in un epoca nella quale non esisteva la tecnologia attuale, quella che condusse a quello che oggi si conosce come Jamon.

Jamon - Fette

Attualmente, il clima di alcune zone di Spagna offre le condizioni perfette per tutto un processo che parte dall'allevamento del maiale, passando per i processi di salatura ed essicazione, sino ad arrivare alla fase di stagionatura. È in questi luoghi, nei quali, con il trascorrere dei decenni, si è consolidata un importante industria del Jamon.

Jamon - Salatura

Il Jamon è un prodotto molto presente nel consumo quotidiano e che occupa un posto fondamentale nella gastronomia e ristorazione spagnola. Iniziando dai locali più popolari, nei quali il Jamon, Serrano soprattutto, si incontra nelle diverse tipologie, sia come tapa, racion, bocadillo (panino) o come ingrediente principale in qualche piatto più elaborato e continuando nei ristoranti più sofistici, nei quali ha acquisito anche il protagonismo che si merita.

Jamon - Maestro Jamonero

L'introduzione sia del Jamon Iberico che del Jamon Serrano, con Denominazione di Origine, è stata più difficile nel mondo dell'alta cucina, anche se negli ultimi tempi vi sono parecchi chef rinomati che si sono resi conto che sarebbe una pazzia dimenticarsi di uno dei prodotti insigni della Spagna e non approffittare di tutto quello che può apportare questo prodotto a livello di sapori e texture.

In Spagna esistono cinque Denominazioni di Origine diverse:

Quattro di Jamon Iberico:

Jamon - Lavorazione

  • Jamon de Huelva (chiamato anche di Jabugo)
  • Jamon Los Pedroches
  • Jamon Dehesas de Extremadura
  • Jamon de Guijuelo (Salamanca)

Ed una di Jamon Serrano, il prestigioso:

  • Jamon de Teruel

Il Jamon Serrano possiede anche una IGP (Indicazione Geografica Protetta): Jamon de Trévelez (Granada).